Q&A

Le risposte alle domande più frequenti

La candidatura dello spazio va presentata esclusivamente online, compilando il formulario disponibile sul sito del bando SPACE[S] al seguente link: https://www.bandospaces.it/candidatura/

Sono realtà gestite da enti non profit che esercitano intenzionalmente una funzione di presidio civico e culturale dedicato a un territorio o a una comunità specifica, con una forte relazione con chi frequenta lo spazio. Sono spazi multifunzionali (almeno due funzioni), flessibili nel tempo, non esclusivamente commerciali, con un modello economico senza fini di lucro e pratiche che favoriscono la partecipazione attiva anche nei processi decisionali.

Per maggiori informazioni si veda il testo del bando allegato e la pagina: www.bandospaces.it/spazi/

Gli Spazi di partecipazione che si candidano devono essere situati in comuni del Piemonte ricompresi nelle aree interne e/o montane così come definite nel testo del bando. L’elenco completo e aggiornato dei comuni ammissibili è consultabile alla pagina dedicata sul sito del bando: www.bandospaces.it/comuni-ammissibili/

Possono presentare candidatura gli Enti del Terzo Settore e gli enti non profit che gestiscono o co-gestiscono in prevalenza, spazi con finalità civiche, culturali e sociali, situati nelle aree interne e/o montane del Piemonte indicate dal bando. Possono inoltre partecipare gruppi informali composti da almeno 7 persone, che dovranno formalizzarsi in un soggetto giuridico referente prima dell’accettazione del contributo.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 13 aprile 2026 alle ore 12:00. L’elenco degli spazi che riceveranno il contributo sarà pubblicato sul sito del bando e sui canali ARCI nel mese di Maggio 2026.

Lo spazio può essere di proprietà privata, pubblica (ad esempio comunale) o di altri soggetti, inclusi enti religiosi, purché la gestione operativa e la candidatura siano in capo a un ente non profit / ETS e il funzionamento dello spazio sia coerente con la definizione di Spazio di partecipazione.

Sì. Il bando è aperto anche a realtà che non aderiscono ad ARCI, purché rispettino i requisiti previsti e rientrino nella definizione di Spazio di partecipazione indicata nel bando.

Non sono ammissibili gli spazi che non presentano una chiara vocazione di partecipazione civica, culturale e sociale come descritta nel bando, che non hanno una gestione a prevalenza non profit e che non sono co‑gestiti principalmente da enti del Terzo Settore e da enti non profit. Rientrano tra i non ammissibili, tra gli altri: spazi utilizzati solo come sede operativa o organizzativa di enti, esercizi commerciali (bar, alberghi, negozi), spazi gestiti direttamente e in modo esclusivo da enti pubblici, spazi aperti solo in occasione di corsi, eventi o presentazioni e non attraversabili in loro assenza, nonché spazi che hanno già beneficiato di contributi della Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso i bandi “SPACE”.

Le sedi di Pro Loco utilizzate solo per attività organizzative e operative, e non come spazi quotidianamente attraversabili dalla comunità, non rientrano tra gli Spazi di partecipazione ammissibili. Per verificare casi specifici è consigliabile confrontare le caratteristiche del proprio spazio con la definizione contenuta nel bando.

Gli spazi devono essere effettivamente vissuti come presìdi civici e culturali, ma il bando tiene conto delle specificità dei territori interni e/o montani. Sono quindi possibili aperture non continuative (ad esempio stagionali o concentrate in determinati giorni della settimana), purché si garantisca una reale accessibilità per la comunità e lo si descriva chiaramente nel formulario di candidatura.

Sì, purché svolga già una funzione di presidio civico e culturale. Nel formulario è possibile specificare che il contributo del bando sarà utilizzato anche per aumentare le ore di apertura e rendere più continuative le modalità di accesso allo spazio.

È possibile candidare spazi in fase di attivazione, ma nella candidatura va descritto in modo realistico il cronoprogramma, tenendo conto che il contributo è previsto nel 2026 con una possibile integrazione nel 2027. Nella fase di valutazione si considerare la coerenza tra tempi di agibilità e obiettivi di presidio del territorio.

Sì. Il bando ammette spazi che possono includere aree esterne (ad esempio spazi agricoli, giardini, aree naturali) purché siano gestiti da un ente non profit e svolgano funzioni civiche e culturali per la comunità. Nella candidatura è utile spiegare il legame tra lo spazio chiuso esistente e il nuovo spazio aperto che si intende sviluppare.

Gli spazi all’aperto possono essere inclusi, ma non possono costituire da soli lo Spazio di partecipazione. Lo spazio candidato deve avere un riferimento fisico principale (ad esempio un edificio o un presidio stabile) che svolga la funzione di presidio civico e culturale, e le attività all’aperto devono essere in continuità con questo spazio e parte integrante della sua programmazione.

Il bando è centrato sugli Spazi di partecipazione come presìdi civici e culturali radicati in uno specifico territorio o comunità. In caso di programmi diffusi su più luoghi, è consigliabile individuare lo spazio principale che svolge la funzione di presidio e costruire la candidatura a partire da quello, specificando eventuali articolazioni territoriali nel formulario.

Sia gli spazi di nuova apertura sia quelli già utilizzati da gruppi informali possono candidarsi, se sono coerenti con la descrizione di Spazi di partecipazione riportata nel bando e presentano un chiaro progetto di attivazione sul territorio. Nelle sezioni “storia” e “fruitori” è possibile descrivere i percorsi e le attività pregresse del soggetto proponente e del gruppo che darà vita allo spazio o che già lo utilizza, indicando in modo distinto ciò che è già avvenuto e ciò che è in fase di avvio.

Sì. Il bando non vieta esplicitamente che un ente presenti più candidature di spazi diversi, fermo restando che ogni candidatura riguarda uno spazio specifico e sarà valutata singolarmente.

Sì, è possibile che un ente sia capofila per uno Spazio e partner in un altro progetto riferito a uno spazio co-gestito, purché i ruoli siano chiaramente definiti in ciascuna candidatura e coerenti con la sua capacità organizzativa.

La candidatura deve essere presentata da un ente non profit / ETS che assuma il ruolo di soggetto referente per quello spazio. Nel formulario di candidatura vanno poi descritte in modo chiaro le modalità di co-gestione e il coinvolgimento degli altri soggetti che condividono lo spazio.

Ricordiamo che la candidatura riguarda lo Spazio di partecipazione e non il partenariato in quanto tale. Se lo spazio è co-gestito anche dal Comune, il suo coinvolgimento può essere descritto nella sezione dedicata ai co-gestori dello spazio, ma la presentazione della domanda deve essere assunta da un ente non profit / ETS. Se invece il Comune partecipa come parte di una rete di collaborazione, questo può essere descritto nella sezione del formulario “Relazione con il territorio”.

Il bando valorizza in particolare gli interventi che rafforzano in modo strutturale la gestione e la funzione di presidio dello Spazio di partecipazione. Si tratta quindi di un sostegno alle spese correnti e di struttura dello spazio nell’anno di riferimento (ad esempio gestione, funzionamento, attività ordinarie).

Il bando sostiene le spese dell’anno corrente dello spazio come presidio civico e culturale e infrastruttura sociale del territorio, per rafforzarne il ruolo di snodo di comunità e moltiplicatore di opportunità. Nel budget è quindi appropriato inserire le spese ordinarie di funzionamento (gestione, manutenzione ordinaria, attività continuative, rafforzamento organizzativo) purché orientate a questi obiettivi. Sono ammesse anche spese straordinarie (piccoli interventi di ristrutturazione, riallestimenti, manutenzioni straordinarie), ma solo in quota minima rispetto al contributo richiesto e se chiaramente funzionali al rafforzamento dello spazio e al suo impatto sul territorio nell’anno di riferimento.

Nel budget vanno inserite tutte le spese e tutte le entrate previste per l’intero anno corrente dello spazio, così da restituire il quadro completo del budget annuale di funzionamento, utilizzando lo schema di budget fornito e scaricabile sul sito del bando. Nella colonna “Space[s]” è possibile indicare, voce per voce, la quota di contributo richiesta al bando fino a un massimo complessivo di 10.000 euro. Le colonne dedicate ad altre entrate (entrate proprie, altri contributi, cofinanziamenti) non sono obbligatorie, vanno compilate solo se queste risorse sono effettivamente previste. Se lo spazio prevede come unica entrata il contributo del bando Space[s], può essere compilata solo la colonna “Contributo Bando Space[s]”.

Nella colonna “Contributo Bando Spaces” va indicato l’importo richiesto al bando per ciascuna voce di spesa, fino al massimo di 10.000 euro per spazio.​

Sì, è possibile che le spese proposte siano coperte interamente dal contributo del bando, nel rispetto dei massimali previsti.

Oltre al contributo economico, è previsto un percorso di accompagnamento con momenti sia individuali sia collegiali, pensati per affiancare e sostenere gli spazi nel rafforzare le proprie pratiche e metodologie di partecipazione civica e di gestione dello spazio. In particolare, gli incontri collegiali saranno orientati anche a favorire il riconoscimento degli spazi come parte di una scena più ampia di presìdi civici e culturali. Le modalità specifiche (numero di incontri, formato e modalità organizzative) saranno comunicate direttamente ai soggetti selezionati.

Il bando esclude specificamente solo gli spazi che hanno già beneficiato di contributi della Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso i bandi “SPACE”. Per eventuali casi particolari o dubbi su altri finanziamenti in corso è possibile scrivere all’indirizzo di contatto bandospaces@arcipiemonte.it